Metanoie
sabato, 26 settembre 2009
Si prova ogni mattina fino al pomeriggio. Ore e ore. Stupendo sfinimento della mente e del corpo.
Il mio cuore s'allena, si diverte. Ripercorre strade conosciute, trova strade nuove. Uno spettacolo sulla dipendenza affettiva. Il tempo è quello di 2000 anni fa. Sono la moglie di Caligola. Stavolta il mio nome è Milonia.

Solo agli attori è data la fortuna di cambiar nome tante volte. E in questo è la loro salvezza.

Solo agli attori è dato conoscere se stessi vivendosi come se fossero stati diversi.
Vedersi migliori o peggiori, in tutto o solo in alcuni aspetti, a seconda dei casi.
Percorrere strade improbabili o vite molto porbabili, sfiorate nella realtà solo per poco.
Mi provo altre vite, ci cammino dentro, ci mangio ci dormo,ci abito.
Con altri occhi guardo, come fossero mille occhiali differenti. Capisco altro, scopro sguardi sul mondo e chiavi di lettura sempre nuove.
Un nuovo personaggio.Il corpo muta forma, anche se è sempre il mio non è mai lo stesso, poiché cambia colui che lo abita. Mi pare che per ogni personaggio che  mi abita cambino ogni volta le impronte che lascio.

Solo nel proprio cuore è la casa di un attore, la sua immensa biblioteca è la memoria.
Che io possa rendere al mondo la gioia che provo.
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categoria:vita, arte, teatro, metanoie, metapensiero
sabato, 26 settembre 2009
Non si può bleffare se c'è una civiltà teatrale, ed il teatro è una grande forza civile, il tratro toglie la vigliaccheria del vivere, toglie la paura del diverso, dell'altro, dell'ignoto, della vita, della morte.

Leo De Berardinis
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categoria:citazioni, arte, teatro
sabato, 22 novembre 2008
“Apprezzo il modo in cui apro una porta. E’ un’azione che contiene più vita riposta di qualsiasi domanda”

(
R. Walzer, Jacob von Gunten)
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sabato, 22 novembre 2008

CONVERSAZIONE CON UNA PIETRA

 Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.

Voglio venirti dentro,
dare un’occhiata,
respirarti come l’aria.
 
- Vattene - dice la pietra.
Sono ermeticamente chiusa.
Anche fatte a pezzi
saremo chiuse ermeticamente.
Anche ridotte in polvere
non faremo entare nessuno.
 
Busso alla porta della piettra.
- Sono io, fammi entrare.
Vengo per pura curiosità.
La vita è la sua unica occasione.
Vorrei girare per il tuo palazzo,
e visitare poi anche la foglia e la goccia d’acqua.
Ho poco tempo per farlo.
La mia mortalità dovrebbe commuoverti.
 
- Sono di pietra - dice la pietra -
e devo restare seria per forza.
Vattene via.
Non ho i muscoli per ridere.
 
Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.
Dicono che in te ci sono grandi sale vuote,
mai viste, belle invano,
sorde, senza l’eco di alcun passo.
Ammetti che tu stessa ne sai poco.
 
- Sale grandi e vuote- dice la pietra
ma in esse non c’è spazio.
Belle, può darsi, ma al di là del gusto
dei tuoi poveri sensi.
Puoi conoscermi, però mai fino in fondo.
Con tutta la superficie mi rivolgo a te,
ma tutto il mio interno è girato altrove.
 
Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.
Non cerco in te un rifugio per l’eternità.
Non sono infelice.
Non sono senza casa.
Il mio mondo è degno di ritorno.
Entrerò e uscirò a mani vuote.
E come prova di esserci davvero stata
porterò solo parole,
a cui nessuno presterà fede.
 
- Non entrerai - dice la pietra. -
Ti manca la il senso del partecipare.
Nessun senso ti sostituirà quello del partecipare.
Anche una vista affilata fino all’onniveggenza
a nulla ti servirà senza il senso del partecipare.
Non entrerai, non hai che un senso di quel senso,
appena un germe, solo una parvenza.
 
Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.
Non posso attendere duemila secoli
per entrare sotto il tuo tetto.
 
-Se non mi credi - dice la pietra -
rivolgiti alla foglia, dirà la stessa cosa.
Chiedi a una goccia d’acqua, dirà come la foglia.
Chiedi infine a un capello della tua testa.
Scoppio dal ridere, d’una immensa risata
che non so far scoppiare.
 
Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.
 
- Non ho porta - dice la pietra.
 
(Wislawa Szymborska)
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categoria:poesia
giovedì, 16 ottobre 2008

L' unica ossessione che vogliono tutti : l '"amore" . Cosa crede , la gente , che basti innamorarsi per sentirsi completi ? La platonica unione delle anime ? Io la penso diversamente . Io credo che tu sia completo prima di cominciare . E l' amore ti spezza . Tu sei intero, e poi ti apri in due.

Philip Roth - L'animale morente

postato da: Metanoie alle ore 10:33 | Permalink | commenti (3)
categoria:asterischi
martedì, 16 settembre 2008

Latente...
mi piace questa parola. Mi piace proprio tanto.
Contiene l'idea di qualcosa di non ancora visto, qualcosa che sta sotto la superficie.
Ma c'è.
Mi consegna l'idea di qualcosa di ampio e di liquido.
Qualcosa di cui si sente un leggero sapore in bocca, ma non è ancora un sapore chiaro...
Non un colore definito, ma un filtro leggero che modifica la luce e il colore dell'aria tutt'intorno.

Se stringi gli occhi e provi a metterlo a fuoco svanisce.
Qualcosa di latente è qualcosa che è lì ad ascoltare, ad osservare. In silenzio. 

Quasi a spiare...

Che si nasconde, ma non si può toccare.
E' sensibile, è sfuggevole, ma con grande attenzione, ad occhi chiusi, se ne può percepire il respiro.
Da'  l'idea di qualcosa che è lì, forse ad aspettare.
Attende di poter avanzare lentamente allo scoperto, senza far muovere l'aria, senza
attirare gli sguardi o  forse attende pazientemente per balzare fuori all'improvviso.

Latente sembra un ricordo che non afferri, ma ti passa sotto al punta delle dita.
Latente qualcosa che arriva, non sai cos'è, ne da quale parte devi voltarti per vederla arrivare...

Sono latente.

Alquanto.

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domenica, 14 settembre 2008

“Allo scrittore che non sta scrivendo – così come all’artista che non dipinge, al musicista che non compone, o al regista che non dirige un film – molte volte gli altri chiedono con inavvertita brutalità: “Stai scrivendo?”. E lo domandano con una naturalezza salottiera, come si chiede “Come stai?” e “Come va?” anche agli ammalati di cancro.

 

  PierVittorio Tondelli “Frammenti dell’autore inattivo”
postato da: Metanoie alle ore 16:53 | Permalink | commenti
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venerdì, 18 luglio 2008
Nonostante la crisi generale e il mare in tempesta
non lasciò mai che le portassero via gli aggettivi.
Le strapparono a forza alcuni avverbi, quelli più vistosi.
Seppe che presto ne avrebbe creati di più scintillanti.
E seppe che chi aveva guardato i suoi occhi non li avrebbe più dimenticati.
Mandò giù tutto in un attimo.
Fu un solo istante fulmineo.
Per un attimo tutto scomparve. Persino l'idea di pensare.
Inghiottì tutto.
O almeno questa fu la sensazione.
Pensò di tossire per sputare quello che inesorabilmente in un istante aveva inghiottito.
Istintivo.
Niente di amaro. Niente di dolce.

Non tossì, ne alcunché riuscì a tirar fuori da se'.
Ma andava già meglio, e forse andava meravigliosamente.

Beati gli uccelli
che dormono in volo mantenendo la rotta.
postato da: Metanoie alle ore 17:58 | Permalink | commenti
categoria:metanoie
venerdì, 27 giugno 2008
Non farai mai parte del passato
ma sarai sempre nel presente
di tutte le cose belle.
Mia gioia immensa, che la terra ti sia lieve
e il vento accarezzi sempre il tuo folto pelo, anima mia.
Ti ho amata tanto e tanto ti amerò
piccola amica e sorella.
Piccola tigre, piccola peste piena d'amore.
Sento ancora le tue zampette sul cuore
e il tuo respiro dolce e profumato.
Quello che ho imparato dai tuoi occhi curiosi e profondi mai lo dimenticherò,
porterò il tuo sguardo nel mio.

Addio mio draghetto alato.
Addio Bizet, con immenso e profondo amore.
postato da: Metanoie alle ore 23:28 | Permalink | commenti (2)
categoria:amore, dolore
venerdì, 27 giugno 2008
L'autodisciplina è quella forza profonda, misteriosa e potente che guida le persone che la possiedono attraverso le lande sconfinate della conoscenza di se stessi.
Consente all'uomo di avvicinarsi ai propri limiti e di conoscerli, o meglio ancora, di comprenderli e volendo di superarli.
L'autodisciplina è un ponte lunghissimo che è capace di portarti molto al di là di te stesso.
Consente di osservare le proprie paure e capire di cosa sono fatte.
Comprendere che attingono tutte sempre da una sola paura, diversa per ognuno di noi.
Ognuno possiede la propria paura "centrale", primordiale, da cui nascono le altre, più piccole e apparentemente diverse una dall'altra, ma in realtà profondamente legate tra loro.
Una sola è la paura.
Venire a conoscenza della propria paura, e affrontarla riuscedo ad attraversarla, consente di dissolverla e di liberarsene per sempre.

Autodisciplina è saper parlare a se stessi mentre si ascolta se stessi.
E' la forza centrale, l'energia primaria di ognuno di noi.
E' il coraggio a cui non abbiamo ancora dato un nome.
Autodisciplina è consapevolezza che consente di superare le difficoltà e i cambiamenti, spostando i propri limiti.

E' apertura  verso l'interno e verso l'esterno.
Consente di essere centrati e uniti, pur essendo naturalmente nebulosi i confini di ogni essere ed essendo ogni persona in costante mutamento.
E' profonda conoscenza delle proprie risorse e della modalità per attingere ad esse.
E' consapevolezza del fatto che le proprie risorse interne cambiano.

Consente all'uomo di trovare se stesso.
La maggior parte delle persone non felici, non possiede in se alcuna disciplina.

continua...
postato da: Metanoie alle ore 13:04 | Permalink | commenti
categoria:arte, asterischi, intuizioni, stimoli, campi di esistenza, metanoie, metapensiero